1° MAGGIO A CERNOBYL

14/03/2004

Paolo Comentale fondatore della Casa di Pulcinella ci offre una nuova produzione che nasce dall’incontro, avvenuto nel novembre 2002 a Bari, tra due protagonisti della scena contemporanea: Mimmo Cuticchio e Eugenio Barba. Nell’occasione Eugenio Barba ci suggerì di mettere in scena, valendoci di pupazzi animati, il libro di Svetlana Aleksieviç Preghiera per Cernobyl.
“E’ molto difficile per un attore dare vita alle parole agghiaccianti del resoconto di una delle più grandi catastrofi dell’era moderna, Cernobyl appunto…un pupazzo forse potrebbe farlo…”
E’ un’idea forte che oggi sta prendendo vita dopo aver riposato a lungo...
Raccogliendo la sfida “Preghiera per Cernobyl” un libro a più voci. Così lo definisce l’autrice, Svetlana Aleksieviç. I protagonisti dell’evento Cernobyl raccontano in modo avvincente e diretto la loro esperienza. Sono voci vivissime, ingenue e crudeli, terribili e strazianti. Tutte rigorosamente vere. E’ nata così l’idea di fare uno spettacolo fermando il mondo della piccola città sovietica di Cernobyl al 1° Maggio 1986, in occasione della grande Festa del Lavoro. E’ la festa del progresso, della fiducia, dell’avvenire. La catastrofe è avvenuta da quattro giorni, la tragedia è già cominciata ma i protagonisti non lo sanno… Un gruppo di abitanti del luogo si ritrova durante la festa a parlare di quello che è accaduto: una grande luce celeste ha illuminato la notte con un meraviglioso bagliore. E’ l’inizio di una nuova era di pace e di prosperità?
Pupazzi a grandezza naturale si animano per raccontare in una ballata a più voci il resoconto della catastrofe. Donne sole e coraggiose, ridicoli presentatori televisivi meschini e bugiardi, militari senza cervello, vecchi contadini stupefatti, tutti insieme appassionatamente per cercare di capire.
E ci sono i bambini che con la loro inesauribile energia trasformano lo stupore in un’avventura mozzafiato. Come in un sogno. E ancora animali domestici in fuga nei boschi, galline assassine che inseguono lupi, fiori senza profumo, zolle di terra sigillate in buste di plastica per essere sotterrate. Una storia avvincente che vuole parlare dell’uomo senza ricorrere all’uomo. L’orazione si fonde nella plastica e nella stoffa: solo pupazzi, gesti, bagliori e tanta musica. Poche parole per una preghiera laica che può arrivare al cuore. Volevamo parlare del progresso dei nostri tempi e abbiamo scoperto che è proprio da Cernobyl che bisogna partire.
Per difendere l’ambiente che ci circonda. Per ridisegnare il futuro di tutti noi.

Albert Bagno