"INCANTI"

03/12/2003

Ha avuto molte difficoltà a farsi un posto nel panorama dei festival italiani, ma ora “ Incanti” Rassegna Internazionale di Teatro di Figura è un evento che conta. Quest’anno è arrivato alla decima edizione ed ha avuto luogo a Torino dal 23 –30 settembre 2003 presso il Teatro Juvarra Torino – Teatro del Castello di Rivoli. La direzione artistica e organizzazione è assicurata da “Controluce Teatro d’Ombre”, in collaborazione con MAS Juvarra e la Regione Piemonte, la Città di Torino, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT.

In questi dieci anni di vita Incanti ha mantenuto fede a questa precisa impostazione artistica, privilegiando spettacoli che basavano la loro poetica sul rapporto con la musica, la poesia e le arti visive in genere Fin dalle prime edizioni Incanti ha costruito la sua programmazione da una parte sulla ricerca e sugli sviluppi del teatro di figura internazionale, dall’altra sulle grandi tradizioni e in particolare quelle orientali che sono all’origine del teatro di figura. Così con gli anni Incanti è cresciuto e si è fatto conoscere in Italia e all’estero presentando spettacoli in prima assoluta o nazionale di compagnie provenienti da tutto il mondo.

Sono venuti a INCANTI per quanto riguarda il teatro d’ombre compagnie come Amoros e Augustin, La Cònica/laconica, Gioco Vita, Tadeus Wierbicki, oltre alla stessa Controluce, e poi le marionette di Stephen Motram , Frank Sohenle, Jordi Bertran, i pupazzi delle Kasoka, o ancora quelli struggenti di Dondoro. La rassegna ha proposto nelle passate edizioni le marionette a guanto cinesi di Yeung Fai, le fantastiche mani in ombra dell’indiano Prasana Rao, il magico Wayang Kulit indonesiano del “dalang” I Wan Wija, la tecnica moderna di Bunraku del giapponese Hoichi Okamoto, o il divertente Karaghoz turco di Gengiz Ozek,.
Tema della decima edizione sono le grandi tradizione del teatro di figura: dalle Marionette Colla, ai pupi siciliani della Compagnia Macrì, e ai burattini napoletani del giovane Gianluca Di Matteo, dal maestro del teatro d’ombre l’australiano Richard Bradshaw alla ricerca che unisce tradizione e novità del karagoz (teatro d’ombre) turco della compagnia Tiyatrotem o alla Compagnia ungherese Ciroka tra ombre e marionette; infine al teatro indiano Katakali una delle forme più antiche e matrice di molto teatro anche contemporaneo europeo. Ospiti saranno inoltre la Compagnia FigurenTheaterTubingen (Germania) e Teatron Theater (Israele) con uno spettacolo di grande impatto emotivo sulla Shoah e quindi sulla possibilità anche per le marionette di raccontare le tragedie dell’uomo del Novecento. Ospite d’onore quest’anno si aspetta Giulio Molnar decano del teatro di figura. Infine per i dieci anni del festival Controluce ha deciso di riprendere lo spettacolo “Naufragi” nato in coproduzione con il Museo Nazionale del Cinema nel 1995 quale omaggio al rapporto fra teatro d’ombre e cinema.
Continuano anche quest’anno le sezioni dedicate al rapporto fra teatro di figura e cinema di animazione e video arte (in collaborazione Festival V-Art di Cagliari).



Superstizioni, timori ancestrali, visioni spaventose, tetre mura, vessilli guerrieri, dirupi e abituri, canti gitani, predizioni di sventura: nelle note della musica verdiana tutto questo si trasforma in eco costante che fa da sfondo alla tragica storia d’amore di Manrico e Leonora, alla forsennata gelosia del Conte di Luna, al convulso delirio di Azucena che insegue la vendetta. Il compito affidato alle marionette non è solo quello di far rivivere le travolgenti emozioni della musica, bensì trasformare in situazioni visive l’atmosfera delle celebri melodie. Peculiarità dello spettacolo marionettistico, per sua natura popolare, è mettere in scena le masse, come nel Grand Opéra, ma ridimensionate al piccolo palcoscenico. Zingari, guerrieri, dame, frati, suore ed armati, eccoli apparire all’orizzonte, lontani e minuscoli, e poi divenire sempre più grandi man mano che si avvicinano al proscenio: gioco perverso di prospettive e di taglie differenti, negato ai “comuni” mortali. Sleale ma simpatica concorrenza ai teatri lirici i cui attori, per citare Kleist, “si alzano in volo ma devono pur sempre tornare con i piedi a terra”.
Durante il festival si è potuto partecipare al laboratorio animato dal famosissimo Richard Bradshaw (Australia).

Albert Bagno