GamificAction - La nostra esperienza

22/05/2014

Sabato 17 Maggio grazie al progetto Play Quotes, avviato dal nostro web designer Mirko Di Pasquale, siamo andati insieme a Valeria Salandin, illustratrice di libri per l’infanzia, al museo della scienza e della tecnologia di Milano per visitare la mostra “GamificAction - Interazioni con il futuro”. Nella mostra erano presenti dai primi visori stereoscopici dell’800 fino ai primi esperimenti di hardware per l’interazione tra uomo e macchina per il gaming degli anni 80. Tra le varie periferiche di gaming, il Virtual Boy Nintendo e il guanto Power Glove Mattel (dato in prestito al museo da Mirko). Il pezzo forte della mostra è stato però il visore per la realtà aumentata Oculus Rift ideato da Palmer Luckey e acquistato recentemente da Facebook. Con il visore sugli occhi e le cuffie nelle orecchie siamo entrati in mondi virtuali che si potevano esplorare a 360 gradi, provando sensazioni reali e a volte sconvolgenti.
Valentina e Mirko hanno viaggiato nello spazio percorrendo il sistema solare. Abbassando lo sguardo potevano vedere la divisa da astronauta con cui erano vestiti e dalla loro navicella spaziale esploravano lo spazio sconfinato. Tutti i pianeti della nostra galassia erano a portata di sguardo, bastava osservarli per avvicinarsi e averli li davanti ai propri occhi, come se allungando un braccio si potessero toccare, mentre gruppi di meteoriti passavano pericolosamente vicino la loro navicella.
Io, Chiara e Valeria abbiamo invece provato l’ebrezza delle montagne russe. Con i binari posti ad altezze vertiginose che passavano tra le guglie di un castello, la giostra parte con una lenta salita. Giunti alla prima discesa abbiamo cominciato a puntare i piedi in avanti pronte per il veloce salto nel vuoto. Valeria non ha resistito ed ha tolto il visore prima della terrificante discesa, perchè il visore le aveva procurato nausea. Chiara ha percorso metà della corsa, tenendosi allo sgabello, spostandosi a destra e a sinistra mentre prendeva le curve a tutta velocità prima di togliersi la visiera per la forte stretta allo stomaco. Io invece ho terminato tutta la corsa resistendo fino alla fine nonostante i salti nel vuoto allo stomaco tipici delle montagne russe.
Questa tecnologia immersiva è stata acquistata il 25 Marzo da Mark Zuckerberg che pare voglia estendere l’uso del visore non solo per i giochi ma anche alla comunicazione, l’intrattenimento e i social.
La nostra opinione è che questa tecnologia debba essere ancora migliorata, perchè nonostante risulti essere un esperienza molto emozionante, permangono sgradevoli effetti collaterali, come la nausea e i giramenti di testa. Tra pochi mesi l’Oculus Rift sarà già in commercio, speriamo che per quella data il dispositivo sarà messo a punto. 

Alessia Garraffa