Amarcord: Laser Games

21/03/2013

Oggi torniamo a parlare di Retrogame, in questo Amarcord ci tuffiamo nei ricordi patinati dello strano mondo dei Laser Games, una delle parentesi più bizzarre dell'industria Arcade. Quasi una moda, negli anno d'oro dei coin-op sono stati  a loro modo rivoluzionari. Questa è la loro storia.

All'interno dei cabinati dedicati a questi giochi, avevano come cuore un lettore laser disk - di solito marcati Pioneer, Sony o Philips - una scheda logica, hardware grafico e di un controller che si occupava di far partire il filmato corretto a una determinato input del giocatore.
Il primo laser games ufficiale, ti fa sapere l'amico Igor dopo averti tirato le orechie, fu Quarter Horse del 1982 . Era una corsa di cavalli (una sorta di primissimo video poker) dove si scommetteva il cavallo vincente, prodotto dalla Electro Sport. Credici, tu proprio non lo sapevi, ma questa è davvero il primo LD.

Uno dei primissimi giochi basati su questa tecnologia, anche se quasi nessuno se lo ricorda, causa anche il ritardo con cui è arrivato nelle sale giochi rispetto al prototipo presentato nel 1982, è un'opera di Sega, il gioco è il pionieristico Astron Belt.
Di questo LD potresti giurare che era bellissimo, miracoli della memoria che tutto migliora, a rivederlo giusto l'altra sera ad Insert Coin, quasi un shock. Possiamo definirlo un antenato di Galaxy Force, un classico spara-e-fuggi con visuale in terza persona, la cosa forte era che come fondali e le astronavi erano presi quasi sicuramente oscuri film giapponesi (ma nel mentre ti pare anche di vedere qualcosa di star trek), mentre tutto il resto era generato in un classico bitmap.
Lo strano accrocco sovrapponeva il tutto, quando arrivavano le posticce navi nemiche (tipici modellini plasticosissimo giappo) si cercava di abbatterli sparandogli furiosamente contro... non che servisse a molto, dato che solo colpendo in particolari punti e in un determinato momento si aveva una interazione, e dato che era tutto registrato, quando distruggevamo qualsiasi cosa, una immensa, esagerata, esplosione a tutto schermo stile power rangers azzera il tutto e si ripartiva dalla sequenza successiva.

Forse anche a causa del ritardo di lancio, Altron Belt non ebbe un grande successo, pur essendo, per il tempo, un gioco superiore alla media.

Per affermarsi questa tecnologia si dovrà aspettare il 1983 con Dragon's Lair, pietra miliare dei videogiochi a laser game, ancora oggi in qualche modo vivo, grazie a decine di conversioni per i nuovi sistemi, è un vero e proprio cartone animato interattivo.
E non disegnato da un dilettante, tutto l'opera è frutto delle fatiche di Don Bluth e della sua squadra, tutti ex dipendenti della scuola Disney, che insieme al programmatore Rick Dyer, fondarono la società Starcom, per dar vita al progetto Dragon's Lair.
La dinamica di gioco è molto semplice, si deve guidare l'impavido Dirk The Daring lungo 38 schermi predefiniti, fino a raggiungere la caverna del drago Singe, e così poter salvare la principessa Daphne. Lo splendore dei disegni nascondono il maggior problema di questi giochi, ovvero la scarsa giocabilità: il tutto si riduce in pratica a inserire i comandi solo in determinati momenti, senza mai poter uscire da questo schema.

Nonostante tutto restò il gioco più gettonato di quell'anno, e fece si che la coppia Don Bluth / Rick Dyer crearono un altro titolo di importanza seminale: l'anno seguente uscì Space Ace, lo spazio è il nuovo ambiante per questa nuova epopea interamente disegnata, trama simile a DL, che mutua gli stessi limiti.
Space Ace ebbe anch'esso un notevole successo, ,ma i limiti della tecnologia non vennero mai superati, e portarono lo scioglimento della società, nonostante era in cantiere un nuovo titolo, dal nome di Sea Beast.

La storia dei Laser Games però non finisce qui, altre importanti case produttrici di coin-op dell'epoca, fiutando l'affare, svilupparono titoli analoghi. Tra questi mi piace ricordare Atari, tra quel paio di LD prodotti, ricordiamo il migliore: Fire Fox.

Basato sull'omonima pellicola cinematografica con Clint Eastwood, il gioco sfrutta alcune scene tratte dal film per dar vita a uno spara-e-fuggi. Frenetico e veloce, con un sistema di comandi stile Star Wars, è davvero un gran bel titolo, che non ebbe il successo meritato causa i soliti ritardi di distribuzione.

 

Un altro Laser Game da citare in questo Amarcord è M.A.C.H. 3 ad opera di Mylstar-Gottlieb, un altro concitato spara-e-fuggi, questa volta con vista dall'alto alternata a sezione in terza persona stile Xevious, è un titolo di notevole bellezza e spessore, probabilmente uno dei LD migliori mai commercializzati.

 

 

 

 

Se come me siate anche degli appassionati di anime giapponesi, un altro titolo che va ricordato è Cliff Hanger prodotto da Stern Electronics, i suoi filmati sono stati estrapolati da due lungometraggi di Lupin III (il Castello di Cagliostro e La Pietra della Saggezza). E' il solito cartone animato interattivo, ma il fascino e la fama del protagonista gli conferiscono quel quid in più rispetto alla concorrenza.
Altri titoli che la mia memoria ricorda come meritevoli di esser ricordarti sono i due titoli a sfondo western Badlands di Konami, anche lo sport non è stato risparmiato, con NFL Football di Bally/Midway usava filmati di partite famose di football americano per ricreare, si dice, 900 diverse azioni di gioco.

Laser GP invece, come suggerisce il nome, è basato su corse automobilistiche, invece per Don Quixote, che la tua memoria ricorda come bello sopratutto perché una volta tanto le azioni da svolgere erano indicate con comode frecce e simboli, è l'unico LD prodotto da Universal.
Il buon Dyer invece di mollare il colpo, ha continuato a sognare una nuova epopea, ma riesce a far uscire sola la prima parte, questa è la storia di Thayer's Quest. Sempre l'amicone Igor ci diche ha una particolarità ... non finisce. Infatti sia nella versione ARCADE (mono faccia disco laser) che nella versione Halchyon (doppia faccia) il gioco non finisce e si dovette aspettare Thayer's Quest 2 (mai uscito su questi sistemi). Anni dopo su Philips Cdi , Rick fini la sua opera riproponendo Thayer's Quest e il suo seguito dando una fine al suo gioco iniziato anni prima. Dopo qualche anno di vuoto, causato anche al crollo del mercato dei videogames, e lo scarso interessa da parte dei giocatori per questa ambigua tecnologia, assistiamo a metà anni 90 al ritorno della coppia vincente Don Bluth / Rick Dyer. Il primo titolo presentato in pompa magna è ovviamente il seguito di DL, Dragon Lair 2 Time Warp la cui lavorazione era stata interrotta negli anni 80, non presenta nessuna novità rispetto al suo illustre predecessore, ma per rendere la pillola meno amara, gli viene affiancato una riedizione di Space Ace, che introduce nelle mosse di gioco le diagonali.
L'operazione si rivelò però un flop, sopratutto a causa della concorrenza, titoli come Street Fighter II di Capcom furoreggiavano in ogni sala gioco, oscurando tutti i concorrenti.

Tuttavia la società American Laser Game non mollò il colpo, capendo che per far vivere la tecnologia serviva più varietà, produsse con discreto successo ben nove sparatutto, usando niente di meno che come base un vero simulatore usate dalle forze dell'ordine per addestrare gli agenti. Benché questo è solo un Amarcord è bello evidenziare che questi simulatori avevano doppi comandi: da un a parte l'agente/giocatore che affrontava il percorso, dall'altro l'istruttore, da un pc, introduceva nuove sequenze e ostacoli, per evitare il ripetersi della sequenza.
Ovviamente il coin-op da sala non aveva queste raffinatezze, e aveva sempre una sola sequenza, tuttavia i giochi erano vari e ben realizzati, tra i quali quelli che sono riuscito a giocare e conservo un bel ricordo sono i due western Mad Dog McCree, Crime Patrol e Space Pirates.
E c'è un altro gioco, che arrivato a questo punto possiamo menzionare, che oltre ad essere un LD è anche il primo gioco olografico della storia, e l'artefice non poteva che essere Sega, da sempre innovatrice. Time Travel, questo è il suo nome, è un progetto che vede coinvolto l'onnipresente Rick Dyer, l'effetto usava una serie di specchi per dare l'illusione ottica che l'immagine fluttuasse nell'aria... per il resto la meccanica è sempre quella di Dragon Lair. Ricordiamo per i posteri che la stessa tecnica fu usata per Holoseum, un gioco di karate, ma che però usava grafica computerizzata.

La storia dei Laser Games a grandi linee è tutta qua, ci hanno fatto sognare, con la loro grafica avveniristica, e nonostante le brillanti intuizioni che ogni titolo portava, non hanno mai capito che il vero tallone d'Achille di questa tecnologia era la giocabilità limitatissima, e sopratutto nei giorni nostri, ora possiamo dirlo, la grafica non è tutto, se dietro non c'è interazione e una buona varietà di gameplay, non c'è un buon videogioco.
Oggi potete provare queste perle del passato con i comodi emulatori, molti di essi se li avete provati al tempo, potrebbe esser traumatico togliere quella patina di amarcord che li copre, altri invece vi regaleranno ancora dei piacevoli momenti di intrattenimento, di sicuro ancora una gioia per gli occhi...

Mauro Corbetta di Approdo.eu
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